• Cerca dove non avresti mai cercato prima

    Continuo il mio buon proposito, di essere silenzio che costruisce invece che cacofonia che confonde, e vorrei, con questo post, dare un input a chi è bloccato da un punto di vista mentale: parlo ai fotografi, ma in realtà vale per qualsiasi persona tu sia.

    Ieri sera stavo facendo una skypecall con un mio allievo che mi stava parlando del suo progetto e di cosa avrebbe in mente di fare: chiaramente nelle ultime settimane, si pone sempre il problema dell’essere chiusi in casa e che insomma… cosa faccio ora? Non posso iniziare a scattare! Non posso iniziare a fare qualcosa.

    Mi sono trovata a dare una risposta ieri che vorrei condividere perché vuole essere una motivazione che vale per lui, per me, per tutti.

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  • Il silenzio ai tempi del corona virus

    In questi giorni di isolamento da corona virus, sto realmente vivendo un momento di intenso e profondo cambio interiore.

    Mi sono consapevolmente ritirata a vita privata, non solo perchè sto a casa, ma anche perchè ho deciso di esserci poco sui social per dedicarmi, invece, moltissimo, alla mia formazione sia lavorativa che umana. E’ evidente che le fotografie non sono un bene di prima necessità nè per le persone nè per le aziende: per cui questo tempo di stop obbligato, lo sto trasformando in tempo regalato da sfruttare per costruire del valore, che verrà usato poi.

    Mediamente leggo almeno 4-5 ore al giorno, cerco di mangiare bene, dormire regolare e fare qualche esercizio fisico in casa.

    In qualche rarissimo e oculatissimo caso, mi concedo di seguire sporadiche dirette di persone che condividono contenuti di valore per me. Nella cacofonia che si è creata sui social in queste settimane, c’è molta buona conoscenza a disposizione, ma c’è anche molta gente che non sapendo che fare chiacchera chiacchera chiacchera per occupare il tempo, creando un rumore assordante di fondo e rendendo più difficile la scelta di qualcosa da guardare che sia di valore.

    E’ per questo, che ho deciso di fare un passo indietro e tornare a scrivere un articolo silenzioso, che leggerà solo chi è interessato ai suoi contenuti e che non andrà a rincarare la dose in decibel sui social.

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  • La fotografia di personal branding

    Da una decina d’anni fotografo freelance e aziende che hanno bisogno di immagini per la loro comunicazione sia online che offline: personal branding non era, allora, una definizione così di moda come lo è ora, allora si parlava di semplice “fotografia ad uso professionale”.

    Raccolgo in questo scritto le mie riflessioni, quindi non è tutto quello che c’è da sapere sul tema, è la mia esperienza sulla questione ma ho piacere di condividerla con te.  Prendi quello che ti sembra sensato e buono 😉

    10 anni fa mi venivano richieste immagini per il profilo Linkedin o per Facebook ed allora, era tutto sommato sufficiente avere un ritratto su fondo neutro fatto con la qualità da fotografo professionista, per essere già differenziati rispetto ai molti che una presenza on line manco ce l’avevano.

    Poi via via la complessità visuale per fare comunicazione con la C maiuscola è aumentata, grazie anche all’arrivo di nuovi spazi on line da riempire di immagini quali le copertine di Facebook, le cover e banner image di Linkedin, le testate dei post del vostro blog e in generale i siti web sono diventati via via sempre più visivi con tanto spazio da riempire con immagini… Ladies and gentlemen siamo entrati nell’epoca delle fotografie ovunque!

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  • Corso lightroom in partenza il 16 Maggio 2017

    Lightroom è un programma di post-produzione delle immagini molto intuitivo che copre il fabbisogno di molti appassionati di fotografia e professionisti. 
Tutti conoscono Photoshop ma pochissimi sanno dell’esistenza di questo meraviglioso programma, delle sue infinite potenzialità, e di quanto sia semplice usarlo rispetto a Photoshop.

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  • Corso sul mosso creativo 7 Maggio 2017

    Questo è un workshop che si pone come obiettivo quello di mettere l’accento sull’uso del tempo di scatto in fotografia e sul potenziale creativo dei diversi usi del tempo di scatto, detto in altre parole sul mosso creativo

    E’ un corso adatto a chi già usa la macchina fotografica in manuale e ha già le conoscenze di base di fotografia (che verranno date per acquisite e digerite).

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  • Nuova sezione portfolio: la vera fotografia del quotidiano

    La vera fotografia del quotidiano. Una nuova sezione del mio portfolio sulla fotografia della vita vera, quella delle piccole cose, quella che emoziona.

  • Progetto di nudo artistico. Diamoci un nome.

    Ciao a tutte/i.

    La settimana scorsa sono stata a Berlino e nonostante la salute non mi abbia molto supportata, sono riuscita comunque a portare a termine uno degli obiettivi più importanti che mi ero preposta, e cioè quello di chiamare le cose col loro nome, dare una forma a lettere al mio progetto fotografico. Confesso che il vostro supporto prepartenza è stato fondamentale e non smetterò mai di rigraziarvi per questo, perchè mi avete permesso di comprendere cosa fossi riuscita fino ad oggi a comunicare relativamente al mio progetto, cosa è passato e soprattutto ad uscire da un blocco che avevo relativamente al dare un nome a questo corpus di fotografie. Ho trovato molte delle vostre proposte azzeccate, lucide e centrate. Alla fine la scelta l’ho fatta assecondando il gusto dell’ascoltare il suono della parola abbinato a un significato simbolico e concettuale che la parola potesse avere in merito al progetto. Il progetto avrà un nome in italiano: il lavoro è stato fatto qui in Italia solo con donne italiane e questo è un valore per me. …

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  • Progetto di nudo aggiornamenti e nuove possibilità per chi era rimasto fuori dalla lista delle fotografate.

    Scrivo finalmente questo post per aggiornarvi sul mio progetto. Comunico ufficialmente che con la fine del 2015 ho concluso la fase di scatto! Sono davvero felicissima: inutile dire che è stata un’esperienza incredibile…. ed è solo l’inizio! 🙂 Dopo la pausa natalizia e una fase di separazione (necessaria) dalle foto, adesso si apre una nuova parte del progetto che coinvolge la selezione, l’editing, la post produzione delle foto e poi ne partirà una ulteriore, relativa alla produzione di una mostra e di un libro.

    Diamo un po’ i numeri 🙂

    • 30 sessioni fotografiche in 3 mesi
    • 1800 km percorsi per venire da ognuna di voi
    • più di 10000 fotografie scattate
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  • Perchè il nostro corpo non ci va mai bene? Risponde la psicologa.

    In questi mesi di scatti serrati di nudo, mi sono confrontata molte volte con voi sulla questione del corpo/mipiaccio/nonmipiaccio.  Donne di tutte le età, taglie e condizioni (grazie alla fantastica donna incinta di sopra per essersi fatta fotografare!) hanno detto la loro sull’argomento e siamo arrivate a delle conclusioni, ma visto che mi sono resa conto che è una dinamica di conflitto veramente molto diffusa tra le donne (ma anche negli uomini sono sicura 😉 ) ho pensato che fosse utile per me e per voi, fare ulteriore chiarezza, coinvolgendo per questa puntata del mio blog, una ospite molto competente in materia. Ho pertanto chiamato in causa, a dire la sua sull’argomento, Claudia Mandarà, che oltre ad essere una mia carissima amica (per cui mi sono sentita libera di farle qualsiasi domanda), è una psicologa che lavora molto con le persone sulle tematiche dell’autostima e dell’autoaccettazione. Ultimamente abbiamo fatto uno scambio interdisciplinare: io sono andata una sera a parlare di questo progetto ai suoi percorsi di crescita personale sull’autoaccettazione e lei si è gentilmente prestata a rispondere alle mie domande. Io e Claudia lavoriamo da due fronti diversi ma la tematica è la stessa: siamo entrambe interessate a un mondo interiore complessissimo (quello delle donne) che io cerco di raccontare per immagini e lei cerca di rendere accessibile e comprensibile a coloro che partecipano ai suoi corsi. Perchè come dico sempre il corpo è una scatola: a me interessano i cioccolatini che ci sono dentro! 😉 Se siete curiosi di sbirciare quello che fa Claudia potete visitare il suo sito qui oppure vedere la sua pagina Facebook qui

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  • Code riflessive intra progetto di nudo. Sulla (ir)responsabilità.

    Inizia a breve per me l’ennesimo periodo un po’ movimentato. Sarò temporaneamente in case di amici, forse qualche mese anche all’estero, fatto sta che il concetto di casa-nido, non sembra fare parte della mia vita ora. Però, nel frattempo, mi dedico anima e corpo al mio progetto: abbiamo già superato le venti donne fotografate! Quante belle anime ho incontrato, quante storie incredibili ho sentito finora! E grazie ad alcune di queste storie, è nato il post di stasera.

    Io sono cresciuta in una famiglia dove mi hanno insegnato ad essere una persona responsabile: già da bambina aiutavo i miei nel loro lavoro. Quando gli altri miei coetanei stavano a fare castelli di sabbia al mare, io ero lì a dare una mano…. noi non si poteva andare al mare, riuscivamo appena a tirare a fine mese. Mio padre mi ha sempre ripetuto che ero nata senza camicia, e che la mia fortuna me la sarei dovuta costruire da sola, lavorando. E così è stato, gli ho creduto, e ho sempre lavorato tanto.

    Sono cresciuta pensando che era indispensabile avere un lavoro fisso, un bravo ragazzo al tuo fianco e una casa tutta tua. E che se sei una persona responsabile devi metterti via dei soldi perchè non si sa mai cosa può succedere. Insomma meglio avere tutto un po’ sotto controllo. La mia vita è stata così per tanti anni. E sono felice di avere vissuto così: le cose vanno sperimentate per poi farci delle riflessioni sopra.

    Poi, però, succedono cose e uno si domanda se è veramente felice con il suo lavoro sicuro, con il suo bravo ragazzo a fianco e con i suoi risparmi in banca. E poi come se non bastasse, la vita ci mette del suo e magari le persone ad un certo punto non ci sono più nella tua vita e il tuo lavoro fisso in realtà scopri che non è poi così fisso. Quante persone hanno perso il lavoro negli ultimi 5 anni? E la Grecia ci ha insegnato che nemmeno gli statali, da sempre roccaforte di certezza, sono immuni dalle crisi economiche.

    E quindi ti viene quel momento di lucidità e pensi “caz* non c’è proprio un caz* di sicuro nella vita, le persone vanno, vengono, muoiono e il lavoro oggi c’è e domani no”.

    Tutto sommato credo di essere una persona più forte oggi perchè ho trovato bene o male un equilibrio nell’instabilità, perchè credo che ho avuto la forza di accettarla come normalità.

    Che cosa vuol dire davvero essere (ir)responsabili?

    Credo essere responsabili non significhi mettere la testa sotto la sabbia e fare fare fare senza chiedersi mai se si è felici, per paura di non farcela poi. E’ così che abbiamo perso una quantità spaventosa di talenti per strada, che alla ricerca di una effimera stabilità, non si sono chiesti per cosa fossero nati davvero. Si perchè tutti abbiamo un talento, che però non sempre siamo nelle condizioni di manifestare o non siamo sufficientemente forti per perseguire il cammino lungo e difficile per farlo crescere.

    Perchè  il talento, per essere coltivato, richiede anche (ir)responsabilità:  l'(ir)responsabilità di fare a volte scelte azzardate se guardate con l’occhio dei numeri. Ci vuole coraggio e bisogna essere un po’ pazzi per stare sulla prua della barca quando c’è una tempesta in corso. Ci vuole (ir)responsabilità per credere che quando sei nel tuo elemento e ci metti tutto l’amore e la passione che puoi, tutto verrà da sè, con il tempo e con la lentezza fisiologica del seme che ha bisogno di tutte le stagioni per germogliare. Investire nei propri sogni con tutti noi stessi è da folli. Perchè bisogna essere dei pazzi per avere fiducia incondizionata nella vita e in se stessi quando tutto si muove e nulla è certo.

    Però è in questa follia che vedo con lucidità la vita. La mia, quella di tutti.

    Lo so che il tuo pensiero è “…si parla bene lei che è giovane, non ha figli da mantenere, nè un mutuo da pagare”. E’ vero! Peccato però che nel mio ultimo mese mirabolante di sessioni serrate per il mio progetto fotografico, ne ho incontrate di donne che hanno tirato giù la tovaglia dal tavolo e sono ripartite da zero, con figli a carico da mantenere e un mutuo da pagare, che stringono i denti per seguire la loro chiamata ad essere felici. Loro sono per me la conferma: a loro va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, a loro che sono un esempio di coraggio e determinazione, ancora più forte del mio.

    La visione collettiva di un mondo alla ricerca disperata della stabilità è una visione basata sulla paura di un futuro disastroso che dovrebbe venire e che mai però mette nella lista delle possibilità invece quello di un avvenire radioso, come persone realizzate e con tutto il denaro che serve.

    La prossima volta che andrai a un funerale, o avrai qualcuno che ami ammalato al tuo fianco, pensa se davvero tutto è così sicuro e stabile come ti sembra che sia. E chiediti cosa faresti domani e dove saresti, se ti dicessero che ti restano solo 24 ore di vita. Beh secondo me è lì che devi stare tutti i giorni. Quella, è la lucidità con cui dovremmo fare le nostre scelte e vivere la nostra vita.

    Grazie a tutte le donne coraggiose e determinate che ho incontrato e fotografato finora. Grazie a tutti i cambiamenti che avete fatto nelle vostre vite e che portate avanti con forza. Grazie per avermi raccontato le vostre storie, mi avete reso una persona migliore.

    Buona notte.

    Silvia