silvia pasquetto - lezioni di fotografia individuali

Il silenzio ai tempi del corona virus

In questi giorni di isolamento da corona virus, sto realmente vivendo un momento di intenso e profondo cambio interiore.

Mi sono consapevolmente ritirata a vita privata, non solo perchè sto a casa, ma anche perchè ho deciso di esserci poco sui social per dedicarmi, invece, moltissimo, alla mia formazione sia lavorativa che umana. E’ evidente che le fotografie non sono un bene di prima necessità nè per le persone nè per le aziende: per cui questo tempo di stop obbligato, lo sto trasformando in tempo regalato da sfruttare per costruire del valore, che verrà usato poi.

Mediamente leggo almeno 4-5 ore al giorno, cerco di mangiare bene, dormire regolare e fare qualche esercizio fisico in casa.

In qualche rarissimo e oculatissimo caso, mi concedo di seguire sporadiche dirette di persone che condividono contenuti di valore per me. Nella cacofonia che si è creata sui social in queste settimane, c’è molta buona conoscenza a disposizione, ma c’è anche molta gente che non sapendo che fare chiacchera chiacchera chiacchera per occupare il tempo, creando un rumore assordante di fondo e rendendo più difficile la scelta di qualcosa da guardare che sia di valore.

E’ per questo, che ho deciso di fare un passo indietro e tornare a scrivere un articolo silenzioso, che leggerà solo chi è interessato ai suoi contenuti e che non andrà a rincarare la dose in decibel sui social.

Credo che il corona virus porterà sicuramente una recessione economica con strascichi lunghissimi, come già ipotizzano economisti che ne sanno più di me sul tema: ma sinceramente, essendo flessibili come la canna di bambù che si piega al vento, reinventando nuovi modi di lavorare ed essendo resilienti, credo che comunque si possa sopravvivere anche a questo. Le pandemie e le recessioni economiche non sono temi nuovi all’umanità.

Credo anche che il corona virus abbia fatto fare quel salto all’Italia in termini di digitalizzazione, di cui avevamo bisogno: certo ancora perfettibile ma era ora! Ha obbligato molte aziende ad implementare lo smart-working, ha costretto anche noi freelance, se non ce lo eravamo chiesti prima perché non tutti siamo nati come nomadi digitali, a porre l’attenzione al tema del lavorare in remoto: tutte cose a cui saremmo comunque arrivati, ma sicuramente più in ritardo.

Mia madre di 75 anni, ora sa fare autonomamente una videochiamata in whats app ed è felice di vedermi e di potere vedere/parlare con sua sua nipote. La sua gioia massima nel riuscire a fare queste cose in maniera indipendente, è per me il metro di misura, di quanto oramai il gap generazionale sia diventato enorme tra noi e quelli nati dopo il 2000.

Questo vuol dire che ora il cut-off di ciò che era ritenuto “normale o di uso comune” si è alzato: per mia nipote, nata nel 2014, non esiste il mondo senza lo smartphone/il digitale ed ora abbiamo fatto tutti un balzo in avanti in questa direzione e forse riusciremo a comprendere un po’ meglio anche quelle generazioni.

Senza volerlo, anche io per prima, mi sono trovata “obbligata” ad implementare, ad esempio, la lezione individuale in remoto. Ho fatto una bellissima esperienza la settimana scorsa di lezione on line con una persona che abita a Bolzano. Se mi aveste chiesto a Gennaio se era possibile farlo per me, vi avrei detto di no e invece ho scoperto che funziona e che crea un mare di possibilità di potere conoscere/lavorare anche persone che vivono lontanissime da me.

Anche il corso sul progetto fotografico al momento lo sto portando avanti in remoto: le persone vengono seguite singolarmente e faremo anche videocall collettive.

Come dico ad ognuno di loro, si può fare molto anche a casa, perché, alla fine, il limite è il vero trampolino di lancio per i creativi.

Io, come moltissimi di voi, sto scattando la mia quarantena, ma lo sto facendo in una maniera molto personale ed intima, come è per me questo periodo.

Con l’augurio di godere anche voi di questo silenzio che guarisce e trasforma, ci vediamo o in remoto :-* o dal vivo non appena sarà possibile.

Un abbraccio

Silvia

 

 

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Sono Silvia Pasquetto, fotografa di persone. Lavoro come fotografa freelance a Padova e Venezia e realizzo ritratti personali e professionali, servizi fotografici di branding, commerciali e di moda.
5 comments
  1. Il Coronavirus con le sue conseguenze restrittive mi ha preso in un momento estremamente difficile della mia vita (mio marito 7 mesi fa, da un giorno all’altro, senza nessun preavviso, mi ha comunicato he mi lasciava per un altra) ma lentamente mi ha insegnato a distinguere la solitudine dall’abbandono, facendomitrovare e godere dei lati posiivi della prima. Al contrario tuo all’inizio stavo molto sui social e ora, lentamente me ne sto allontanando ritrovando per esempio il piacere della lettura, che negli ultimi mesi avevo totalmente perso, e quello distare con me stessa. Sarà una lunga strada e credo che anche la fotografia mi aiuterà, ma temo che anche il Coronavirus avrà lunghi strascichi. Alla fne, egoisticamente, non tutto il male vien per nuocere. Ciao

    • Io credo che stai facendo una bellissima cosa! Brava Bruna! :-*

  2. Grazie alle persone che mi stanno rispondendo a questo post anche via whats app perchè magari mi conoscono direttamente. Vi copio incollo il bellissimo messaggio di Elena che mi è arrivato prima:
    [In punta di piedi per non fare rumore, ti saluto.
    Ho appena letto il post sul silenzio.
    l’etimologia della parola silenzio, dal latino silere…e pare che la radice SI risalga al sanscrito dove SI vuol dire LEGARE, UNIRE.
    E quindi, il silenzio come forma di unione e di legame, una forma di comunicazione privilegiata verso nuove dimensioni.]

  3. Il mio vuole essere un commento Silenzioso 😉

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