fotografia

  • Perchè il nostro corpo non ci va mai bene? Risponde la psicologa.

    In questi mesi di scatti serrati di nudo, mi sono confrontata molte volte con voi sulla questione del corpo/mipiaccio/nonmipiaccio.  Donne di tutte le età, taglie e condizioni (grazie alla fantastica donna incinta di sopra per essersi fatta fotografare!) hanno detto la loro sull’argomento e siamo arrivate a delle conclusioni, ma visto che mi sono resa conto che è una dinamica di conflitto veramente molto diffusa tra le donne (ma anche negli uomini sono sicura 😉 ) ho pensato che fosse utile per me e per voi, fare ulteriore chiarezza, coinvolgendo per questa puntata del mio blog, una ospite molto competente in materia. Ho pertanto chiamato in causa, a dire la sua sull’argomento, Claudia Mandarà, che oltre ad essere una mia carissima amica (per cui mi sono sentita libera di farle qualsiasi domanda), è una psicologa che lavora molto con le persone sulle tematiche dell’autostima e dell’autoaccettazione. Ultimamente abbiamo fatto uno scambio interdisciplinare: io sono andata una sera a parlare di questo progetto ai suoi percorsi di crescita personale sull’autoaccettazione e lei si è gentilmente prestata a rispondere alle mie domande. Io e Claudia lavoriamo da due fronti diversi ma la tematica è la stessa: siamo entrambe interessate a un mondo interiore complessissimo (quello delle donne) che io cerco di raccontare per immagini e lei cerca di rendere accessibile e comprensibile a coloro che partecipano ai suoi corsi. Perchè come dico sempre il corpo è una scatola: a me interessano i cioccolatini che ci sono dentro! 😉 Se siete curiosi di sbirciare quello che fa Claudia potete visitare il suo sito qui oppure vedere la sua pagina Facebook qui read more

  • Code riflessive intra progetto di nudo. Sulla (ir)responsabilità.

    Inizia a breve per me l’ennesimo periodo un po’ movimentato. Sarò temporaneamente in case di amici, forse qualche mese anche all’estero, fatto sta che il concetto di casa-nido, non sembra fare parte della mia vita ora. Però, nel frattempo, mi dedico anima e corpo al mio progetto: abbiamo già superato le venti donne fotografate! Quante belle anime ho incontrato, quante storie incredibili ho sentito finora! E grazie ad alcune di queste storie, è nato il post di stasera.

    Io sono cresciuta in una famiglia dove mi hanno insegnato ad essere una persona responsabile: già da bambina aiutavo i miei nel loro lavoro. Quando gli altri miei coetanei stavano a fare castelli di sabbia al mare, io ero lì a dare una mano…. noi non si poteva andare al mare, riuscivamo appena a tirare a fine mese. Mio padre mi ha sempre ripetuto che ero nata senza camicia, e che la mia fortuna me la sarei dovuta costruire da sola, lavorando. E così è stato, gli ho creduto, e ho sempre lavorato tanto.

    Sono cresciuta pensando che era indispensabile avere un lavoro fisso, un bravo ragazzo al tuo fianco e una casa tutta tua. E che se sei una persona responsabile devi metterti via dei soldi perchè non si sa mai cosa può succedere. Insomma meglio avere tutto un po’ sotto controllo. La mia vita è stata così per tanti anni. E sono felice di avere vissuto così: le cose vanno sperimentate per poi farci delle riflessioni sopra.

    Poi, però, succedono cose e uno si domanda se è veramente felice con il suo lavoro sicuro, con il suo bravo ragazzo a fianco e con i suoi risparmi in banca. E poi come se non bastasse, la vita ci mette del suo e magari le persone ad un certo punto non ci sono più nella tua vita e il tuo lavoro fisso in realtà scopri che non è poi così fisso. Quante persone hanno perso il lavoro negli ultimi 5 anni? E la Grecia ci ha insegnato che nemmeno gli statali, da sempre roccaforte di certezza, sono immuni dalle crisi economiche.

    E quindi ti viene quel momento di lucidità e pensi “caz* non c’è proprio un caz* di sicuro nella vita, le persone vanno, vengono, muoiono e il lavoro oggi c’è e domani no”.

    Tutto sommato credo di essere una persona più forte oggi perchè ho trovato bene o male un equilibrio nell’instabilità, perchè credo che ho avuto la forza di accettarla come normalità.

    Che cosa vuol dire davvero essere (ir)responsabili?

    Credo essere responsabili non significhi mettere la testa sotto la sabbia e fare fare fare senza chiedersi mai se si è felici, per paura di non farcela poi. E’ così che abbiamo perso una quantità spaventosa di talenti per strada, che alla ricerca di una effimera stabilità, non si sono chiesti per cosa fossero nati davvero. Si perchè tutti abbiamo un talento, che però non sempre siamo nelle condizioni di manifestare o non siamo sufficientemente forti per perseguire il cammino lungo e difficile per farlo crescere.

    Perchè  il talento, per essere coltivato, richiede anche (ir)responsabilità:  l’(ir)responsabilità di fare a volte scelte azzardate se guardate con l’occhio dei numeri. Ci vuole coraggio e bisogna essere un po’ pazzi per stare sulla prua della barca quando c’è una tempesta in corso. Ci vuole (ir)responsabilità per credere che quando sei nel tuo elemento e ci metti tutto l’amore e la passione che puoi, tutto verrà da sè, con il tempo e con la lentezza fisiologica del seme che ha bisogno di tutte le stagioni per germogliare. Investire nei propri sogni con tutti noi stessi è da folli. Perchè bisogna essere dei pazzi per avere fiducia incondizionata nella vita e in se stessi quando tutto si muove e nulla è certo.

    Però è in questa follia che vedo con lucidità la vita. La mia, quella di tutti.

    Lo so che il tuo pensiero è “…si parla bene lei che è giovane, non ha figli da mantenere, nè un mutuo da pagare”. E’ vero! Peccato però che nel mio ultimo mese mirabolante di sessioni serrate per il mio progetto fotografico, ne ho incontrate di donne che hanno tirato giù la tovaglia dal tavolo e sono ripartite da zero, con figli a carico da mantenere e un mutuo da pagare, che stringono i denti per seguire la loro chiamata ad essere felici. Loro sono per me la conferma: a loro va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, a loro che sono un esempio di coraggio e determinazione, ancora più forte del mio.

    La visione collettiva di un mondo alla ricerca disperata della stabilità è una visione basata sulla paura di un futuro disastroso che dovrebbe venire e che mai però mette nella lista delle possibilità invece quello di un avvenire radioso, come persone realizzate e con tutto il denaro che serve.

    La prossima volta che andrai a un funerale, o avrai qualcuno che ami ammalato al tuo fianco, pensa se davvero tutto è così sicuro e stabile come ti sembra che sia. E chiediti cosa faresti domani e dove saresti, se ti dicessero che ti restano solo 24 ore di vita. Beh secondo me è lì che devi stare tutti i giorni. Quella, è la lucidità con cui dovremmo fare le nostre scelte e vivere la nostra vita.

    Grazie a tutte le donne coraggiose e determinate che ho incontrato e fotografato finora. Grazie a tutti i cambiamenti che avete fatto nelle vostre vite e che portate avanti con forza. Grazie per avermi raccontato le vostre storie, mi avete reso una persona migliore.

    Buona notte.

    Silvia

     

     

     

     

     

     

  • Nuovi corsi di fotografia a Frequenze Visive!

    self_2012_37_bassa Ciao! Buon 2014! Spero tu abbia passato bene le festività natalizie, ultimo dell’anno, befana, pranzi, cene, spritz e bagordi vari. Per quanto riguarda me, sono stati giorni bellissimi passati insieme ad amici: ho staccato, mi sono riposata e sono prontissima ad iniziare questo nuovo anno con gioia e slancio. Ci sono un sacco di novità in arrivo per cui l’entusiasmo è già alle stelle! read more

  • Summer school_ nuovi corsi di fotografia

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    Eccomi qua! Dopo un periodo fisiologico di riacclimatamento post Berlino partiamo con acceleratore a tavoletta con le nostre attività. Vi allego informazioni relative ai nuovi corsi di fotografia in partenza… tutti sole, mare ed estate! read more

  • Berlino. Lezione #05. I luoghi diventano tuoi davvero solo se ci vivono delle persone che ami dentro.

    Oramai comincia a volgere al tramonto la mia giornata lunga 4 mesi a Berlino. 16 settimane, un solo unico respiro.

    E’ inevitabile che io cominci a pensare a quello che verrà poi e a guardarmi indietro su ciò che è stato. read more

  • Berlino. Lezione #04. Trova il modo di avere il tempo di fare le cose che ami, solo perchè le ami. Da grande voglio fare la fotoamatrice.

    Una delle cose più belle che Berlino mi regala è l’assenza di pressione da responsabilità della prima linea e la mancanza del pensiero costante “oddio_se_non_prendo_un_lavoro_con_che_cacchio_pago_l_affitto”. E’ un regalo bellissimo. Mi ero dimenticata com’era sentirsi così e credo mi abbia fatto un sacco bene. Un regalo prezioso. read more

  • Berlino. Lezione #03. L’arte della ricerca di se stessi.

    Avevo iniziato a scrivere questo articolo circa dieci giorni fa. Poi ho deciso di non pubblicarlo perchè mancava qualcosa. Oggi ho visto questo video, e penso di avere trovato il pezzo di puzzle mancante. read more

  • Berlino. Lezione #02. Mille vite possibili oltre questa.

    Eccoci arrivati alla lezione #02. Non sono certo io che dò lezioni, è Berlino che dà lezioni a me e io condivido nella speranza che questo possa essere d’aiuto per qualcuno. read more