• Corso lightroom in partenza il 16 Maggio 2017

    Lightroom è un programma di post-produzione delle immagini molto intuitivo che copre il fabbisogno di molti appassionati di fotografia e professionisti. 
Tutti conoscono Photoshop ma pochissimi sanno dell’esistenza di questo meraviglioso programma, delle sue infinite potenzialità, e di quanto sia semplice usarlo rispetto a Photoshop.

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  • Corso sul mosso creativo 7 Maggio 2017

    Questo è un workshop che si pone come obiettivo quello di mettere l’accento sull’uso del tempo di scatto in fotografia e sul potenziale creativo dei diversi usi del tempo di scatto, detto in altre parole sul mosso creativo

    E’ un corso adatto a chi già usa la macchina fotografica in manuale e ha già le conoscenze di base di fotografia (che verranno date per acquisite e digerite).

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  • Nuova sezione portfolio: la vera fotografia del quotidiano

    Ciao a tutti!

    Dopo una recente revisione, ho deciso di aggiungere una nuova sezione al mio portfolio che si chiama Real life.

    Al link sopra vedete un esempio di storia fotografica.

    E’ da un po’ di tempo che ci macino sopra come concetto e nell’ultimo anno ho trovato delle persone che hanno sposato la mia idea e che mi hanno commissionato delle fotografie di vita quotidiana, real life appunto, che ora andrò meglio a spiegarvi.

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  • Progetto di nudo artistico. Diamoci un nome.

    Ciao a tutte/i.

    La settimana scorsa sono stata a Berlino e nonostante la salute non mi abbia molto supportata, sono riuscita comunque a portare a termine uno degli obiettivi più importanti che mi ero preposta, e cioè quello di chiamare le cose col loro nome, dare una forma a lettere al mio progetto fotografico. Confesso che il vostro supporto prepartenza è stato fondamentale e non smetterò mai di rigraziarvi per questo, perchè mi avete permesso di comprendere cosa fossi riuscita fino ad oggi a comunicare relativamente al mio progetto, cosa è passato e soprattutto ad uscire da un blocco che avevo relativamente al dare un nome a questo corpus di fotografie. Ho trovato molte delle vostre proposte azzeccate, lucide e centrate. Alla fine la scelta l’ho fatta assecondando il gusto dell’ascoltare il suono della parola abbinato a un significato simbolico e concettuale che la parola potesse avere in merito al progetto. Il progetto avrà un nome in italiano: il lavoro è stato fatto qui in Italia solo con donne italiane e questo è un valore per me. read more

  • Progetto di nudo aggiornamenti e nuove possibilità per chi era rimasto fuori dalla lista delle fotografate.

    Scrivo finalmente questo post per aggiornarvi sul mio progetto. Comunico ufficialmente che con la fine del 2015 ho concluso la fase di scatto! Sono davvero felicissima: inutile dire che è stata un’esperienza incredibile…. ed è solo l’inizio! 🙂 Dopo la pausa natalizia e una fase di separazione (necessaria) dalle foto, adesso si apre una nuova parte del progetto che coinvolge la selezione, l’editing, la post produzione delle foto e poi ne partirà una ulteriore, relativa alla produzione di una mostra e di un libro.

    Diamo un po’ i numeri 🙂

    • 30 sessioni fotografiche in 3 mesi

    • 1800 km percorsi per venire da ognuna di voi

    • più di 10000 fotografie scattate
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  • Perchè il nostro corpo non ci va mai bene? Risponde la psicologa.

    In questi mesi di scatti serrati di nudo, mi sono confrontata molte volte con voi sulla questione del corpo/mipiaccio/nonmipiaccio.  Donne di tutte le età, taglie e condizioni (grazie alla fantastica donna incinta di sopra per essersi fatta fotografare!) hanno detto la loro sull’argomento e siamo arrivate a delle conclusioni, ma visto che mi sono resa conto che è una dinamica di conflitto veramente molto diffusa tra le donne (ma anche negli uomini sono sicura 😉 ) ho pensato che fosse utile per me e per voi, fare ulteriore chiarezza, coinvolgendo per questa puntata del mio blog, una ospite molto competente in materia. Ho pertanto chiamato in causa, a dire la sua sull’argomento, Claudia Mandarà, che oltre ad essere una mia carissima amica (per cui mi sono sentita libera di farle qualsiasi domanda), è una psicologa che lavora molto con le persone sulle tematiche dell’autostima e dell’autoaccettazione. Ultimamente abbiamo fatto uno scambio interdisciplinare: io sono andata una sera a parlare di questo progetto ai suoi percorsi di crescita personale sull’autoaccettazione e lei si è gentilmente prestata a rispondere alle mie domande. Io e Claudia lavoriamo da due fronti diversi ma la tematica è la stessa: siamo entrambe interessate a un mondo interiore complessissimo (quello delle donne) che io cerco di raccontare per immagini e lei cerca di rendere accessibile e comprensibile a coloro che partecipano ai suoi corsi. Perchè come dico sempre il corpo è una scatola: a me interessano i cioccolatini che ci sono dentro! 😉 Se siete curiosi di sbirciare quello che fa Claudia potete visitare il suo sito qui oppure vedere la sua pagina Facebook qui read more

  • Code riflessive intra progetto di nudo. Sulla (ir)responsabilità.

    Inizia a breve per me l’ennesimo periodo un po’ movimentato. Sarò temporaneamente in case di amici, forse qualche mese anche all’estero, fatto sta che il concetto di casa-nido, non sembra fare parte della mia vita ora. Però, nel frattempo, mi dedico anima e corpo al mio progetto: abbiamo già superato le venti donne fotografate! Quante belle anime ho incontrato, quante storie incredibili ho sentito finora! E grazie ad alcune di queste storie, è nato il post di stasera.

    Io sono cresciuta in una famiglia dove mi hanno insegnato ad essere una persona responsabile: già da bambina aiutavo i miei nel loro lavoro. Quando gli altri miei coetanei stavano a fare castelli di sabbia al mare, io ero lì a dare una mano…. noi non si poteva andare al mare, riuscivamo appena a tirare a fine mese. Mio padre mi ha sempre ripetuto che ero nata senza camicia, e che la mia fortuna me la sarei dovuta costruire da sola, lavorando. E così è stato, gli ho creduto, e ho sempre lavorato tanto.

    Sono cresciuta pensando che era indispensabile avere un lavoro fisso, un bravo ragazzo al tuo fianco e una casa tutta tua. E che se sei una persona responsabile devi metterti via dei soldi perchè non si sa mai cosa può succedere. Insomma meglio avere tutto un po’ sotto controllo. La mia vita è stata così per tanti anni. E sono felice di avere vissuto così: le cose vanno sperimentate per poi farci delle riflessioni sopra.

    Poi, però, succedono cose e uno si domanda se è veramente felice con il suo lavoro sicuro, con il suo bravo ragazzo a fianco e con i suoi risparmi in banca. E poi come se non bastasse, la vita ci mette del suo e magari le persone ad un certo punto non ci sono più nella tua vita e il tuo lavoro fisso in realtà scopri che non è poi così fisso. Quante persone hanno perso il lavoro negli ultimi 5 anni? E la Grecia ci ha insegnato che nemmeno gli statali, da sempre roccaforte di certezza, sono immuni dalle crisi economiche.

    E quindi ti viene quel momento di lucidità e pensi “caz* non c’è proprio un caz* di sicuro nella vita, le persone vanno, vengono, muoiono e il lavoro oggi c’è e domani no”.

    Tutto sommato credo di essere una persona più forte oggi perchè ho trovato bene o male un equilibrio nell’instabilità, perchè credo che ho avuto la forza di accettarla come normalità.

    Che cosa vuol dire davvero essere (ir)responsabili?

    Credo essere responsabili non significhi mettere la testa sotto la sabbia e fare fare fare senza chiedersi mai se si è felici, per paura di non farcela poi. E’ così che abbiamo perso una quantità spaventosa di talenti per strada, che alla ricerca di una effimera stabilità, non si sono chiesti per cosa fossero nati davvero. Si perchè tutti abbiamo un talento, che però non sempre siamo nelle condizioni di manifestare o non siamo sufficientemente forti per perseguire il cammino lungo e difficile per farlo crescere.

    Perchè  il talento, per essere coltivato, richiede anche (ir)responsabilità:  l’(ir)responsabilità di fare a volte scelte azzardate se guardate con l’occhio dei numeri. Ci vuole coraggio e bisogna essere un po’ pazzi per stare sulla prua della barca quando c’è una tempesta in corso. Ci vuole (ir)responsabilità per credere che quando sei nel tuo elemento e ci metti tutto l’amore e la passione che puoi, tutto verrà da sè, con il tempo e con la lentezza fisiologica del seme che ha bisogno di tutte le stagioni per germogliare. Investire nei propri sogni con tutti noi stessi è da folli. Perchè bisogna essere dei pazzi per avere fiducia incondizionata nella vita e in se stessi quando tutto si muove e nulla è certo.

    Però è in questa follia che vedo con lucidità la vita. La mia, quella di tutti.

    Lo so che il tuo pensiero è “…si parla bene lei che è giovane, non ha figli da mantenere, nè un mutuo da pagare”. E’ vero! Peccato però che nel mio ultimo mese mirabolante di sessioni serrate per il mio progetto fotografico, ne ho incontrate di donne che hanno tirato giù la tovaglia dal tavolo e sono ripartite da zero, con figli a carico da mantenere e un mutuo da pagare, che stringono i denti per seguire la loro chiamata ad essere felici. Loro sono per me la conferma: a loro va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, a loro che sono un esempio di coraggio e determinazione, ancora più forte del mio.

    La visione collettiva di un mondo alla ricerca disperata della stabilità è una visione basata sulla paura di un futuro disastroso che dovrebbe venire e che mai però mette nella lista delle possibilità invece quello di un avvenire radioso, come persone realizzate e con tutto il denaro che serve.

    La prossima volta che andrai a un funerale, o avrai qualcuno che ami ammalato al tuo fianco, pensa se davvero tutto è così sicuro e stabile come ti sembra che sia. E chiediti cosa faresti domani e dove saresti, se ti dicessero che ti restano solo 24 ore di vita. Beh secondo me è lì che devi stare tutti i giorni. Quella, è la lucidità con cui dovremmo fare le nostre scelte e vivere la nostra vita.

    Grazie a tutte le donne coraggiose e determinate che ho incontrato e fotografato finora. Grazie a tutti i cambiamenti che avete fatto nelle vostre vite e che portate avanti con forza. Grazie per avermi raccontato le vostre storie, mi avete reso una persona migliore.

    Buona notte.

    Silvia

     

     

     

     

     

     

  • 1, 2, 3… e siamo già a 10 donne.

    Oggi mi sono resa conto che ho già scattato dieci sessioni di nudo. Vado a ritmo serrato: 3-4 sessioni alla settimana, che sommate al lavoro, significa che fotografo quasi tutti i giorni… Era da molto che non capitava e direi che mi fa solo che bene.

    Un sacco di persone che incontro, mi chiedono come va il mio progetto: la vostra attenzione e curiosità non fa che arricchire lo scenario già ricco di questo progetto. Quindi ho pensato di rispondere qui alle domande che mi vengono fatte, magari qualcun altro è interessato a sapere come va.

    1. Una domanda che mi fate frequentemente è se le persone che fotografo sono in imbarazzo. Certo che si, all’inizio, a meno che uno non sia abituato ad andare in spiagge nudiste, diciamo che tutti la nostra nudità la viviamo o da soli o in intimità. Certe donne che ho fotografato non le avevo mai incontrate prima: sono state brave e coraggiose… vi spogliereste voi di fronte ad un estraneo? Io credo che la normalità nello stare senza vestiti dipenda, come tutte le cose, dall’abitudine a starci. Le mie sessioni durano in media un’ora, un’ora e mezza e per quanto controllata una persona possa essere, dopo un po’ diventa normale. E se anche non lo diventasse… sapete cosa vi dico? Chi se ne frega! La cosa importante è riuscire a darsi l’opportunità di vivere un’esperienza solo per se stesse.

    2. Un’altra domanda che spesso mi viene posta è se ho fotografato ragazze in carne. Le donne che ho fotografato avevano corporeità differenti: alcune magre, alcune normali, alcune più tondine… ma scusate non capisco perchè me lo chiedete! E’ stato chiaro dall’inizio che ogni corpo era ben accetto!

    3. Qualche difficoltà finora? Direi di no, nulla di impossibile o di non superabile. Certe sessioni sono state più fluide, altre più tortuose: ma siamo sempre in due anime che cercano di mettersi in relazione l’una con l’altra e per quanto aperti si voglia essere, come spiegavo nel post precedente, quando si è nudi escono tutte le resistenze, anche quelle che non sapevamo di avere. Quando le ho incontrate, ho appoggiato la macchina e ho iniziato a parlare di cuore. Funziona. La comprensione aiuta. Ce le ho anch’io in fin dei conti.

    4. Silvia hai inventato un metodo per credere in se stesse e volersi bene? No direi di no. Non credo che una sessione di fotografia di nudo possa risolvere ferite profonde, ma regalarsi un po’ di tempo dove ci si fa trasportare da un’esperienza che magari non si sarebbe mai vissuta altrimenti, diciamolo pure un po’ fuori dalla propria zona di comfort, sia comunque un bel gesto di amore verso noi stesse. E’ lo stesso per me che sono dall’altra parte della macchina fotografica.

    Detto questo, è iniziata una nuova settimana e ho altre tre donne meravigliose da fotografare. Notte! :-*

  • Al via il mio progetto fotografico di nudo fine art.

    Dopo una prima fase iniziale tester, con le mie fantastiche amiche che donano senza esitare un momento il proprio corpo all’arte (vi amo), ho iniziato da domenica scorsa a scattare il mio progetto personale di nudo, che alla fine usa il nudo come elemento visivo, ma non è un progetto su quanto è bello il corpo delle donne, ma un progetto su quanto siete belle voi quando vi amate e accettate per quello che siete. Infatti nessun filtro all’ingresso o selezione: fotograferò con dedizione donne di tutte le età e di tutte le taglie, che vorranno partecipare al mio progetto.

    Il nudo per me, diventa espediente di verità, è un mezzo per arrivare a un dentro che non può più essere celato dietro maschere. Quando ci mettiamo a nudo in senso fisico, cade tutto l’armamentario con cui ci proteggiamo ogni giorno dall’esterno, non si può più mentire. E’ uno stato di vulnerabilità massima in cui esce la verità. Tutte le donne che ho fotografato finora mi hanno detto che si sono sentite se stesse: ma non perchè io sono il nuovo Freud del 2015 ma solo perchè si sono concesse una vulnerabilità, che non si concedono mai nella vita di ogni giorno.

    Che cosa immensamente grande poter assistere a questo miracolo.

    Nelle scorse settimane sono stata sommersa da moltissime richieste: donne desiderose di mettersi alla prova, di sperimentare, di uscire dalla propria zona di confort, con tanta voglia di volersi bene così come sono. E’ bellissimo avere trovato qualcosa che dà un senso ai miei giorni, sia come fotografa che come essere umano. Dopo 6 anni (oramai) da fotografa commerciale, sento forte il bisogno di tornare alle origini e di sondare quello che posso dare come fotografa artista e come anima sensibile, indipendentemente dal pagarci le bollette.

    Ma cosa fotografavo quando non facevo la fotografa di lavoro? Nudi. Fotografavo me stessa. Allora non avevo l’esperienza, nè tanto meno la self confidence che ho oggi, per gestire delle fotografie così delicate come queste, con altre persone. Oggi sono pronta. Quei 200000 scatti già fatti dalla mia reflex lo testimoniano, sono stati un passaggio obbligato per arrivare qui. Perchè non ce n’è, lo dico sempre, a fare le fotografie si impara facendole. La mia casa sta in piedi da sola ora, ma sondare un genere così complesso come quello del nudo mi pone di nuovo nella posizione di imparare: perchè questo è il bello della fotografia, che non sei mai arrivato. Quindi tranquille! Sono anch’io fuori della mia zona di confort del “ritrattoclassicotranquichelosofare”: ci staremo insieme.

    Ho sentito subito fortissima la connessione con tutte voi: sicuramente essere io stessa donna, mi pone in una situazione favorevole per costruire una relazione di fiducia, che però non dò mai per scontata o dovuta. Cerco di trattare tutte come io vorrei essere trattata, da qui la super attenzione che pongo nel proteggervi, nel proteggere la vostra privacy, lasciando però libera l’ispirazione d’uscire.

    Le sessioni di fotografie sono state finora fluide e serene e quello che imparo da voi ogni volta, mi lascia sempre stupita. Perchè non solo siete perfette così come siete, con il corpo che avete e che vi accompagna ogni giorno in questo viaggio che è la vostra vita, ma mi state insegnando cosa vuol dire essere donne. E vi mettete a nudo sempre, davvero.

    Grazie.

    Silvia

  • Il salotto letterario #01. Grom. Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori.

    storia-grom-coverSi apre oggi il mio salotto letterario: rubrica dedicata a recensioni di libri. Fa parte della mia To_do_list 2014!
    Ebbene si! Lo ammetto, ho un problema… Sono compulsiva_ossessiva_cronica_senzapossibilitàdiredenzione, nell’acquisto di libri (tra un po’ dovremo cambiare casa tra i miei libri e i CD di Luca) però… leggo molto anche! E quindi ho trovato utile l’idea di condividere quello che leggo. Se hai passioni comuni alle mie e ti serve un’idea sul prossimo libro da leggere o se magari vuoi fare un regalo a qualche amico, nel salotto puoi trovare qualche spunto! Scriverò principalmente (ovviamente) di libri di fotografia e cultura fotografica, però ti sorbirai le letture della Silvia a 360 gradi, che potranno sfociare anche in altre cose che mi piacciono o mi interessano oggi: cinema, creatività, business management. read more