Al via il mio progetto fotografico di nudo fine art.

Dopo una prima fase iniziale tester, con le mie fantastiche amiche che donano senza esitare un momento il proprio corpo all’arte (vi amo), ho iniziato da domenica scorsa a scattare il mio progetto personale di nudo, che alla fine usa il nudo come elemento visivo, ma non è un progetto su quanto è bello il corpo delle donne, ma un progetto su quanto siete belle voi quando vi amate e accettate per quello che siete. Infatti nessun filtro all’ingresso o selezione: fotograferò con dedizione donne di tutte le età e di tutte le taglie, che vorranno partecipare al mio progetto.

Il nudo per me, diventa espediente di verità, è un mezzo per arrivare a un dentro che non può più essere celato dietro maschere. Quando ci mettiamo a nudo in senso fisico, cade tutto l’armamentario con cui ci proteggiamo ogni giorno dall’esterno, non si può più mentire. E’ uno stato di vulnerabilità massima in cui esce la verità. Tutte le donne che ho fotografato finora mi hanno detto che si sono sentite se stesse: ma non perchè io sono il nuovo Freud del 2015 ma solo perchè si sono concesse una vulnerabilità, che non si concedono mai nella vita di ogni giorno.

Che cosa immensamente grande poter assistere a questo miracolo.

Nelle scorse settimane sono stata sommersa da moltissime richieste: donne desiderose di mettersi alla prova, di sperimentare, di uscire dalla propria zona di confort, con tanta voglia di volersi bene così come sono. E’ bellissimo avere trovato qualcosa che dà un senso ai miei giorni, sia come fotografa che come essere umano. Dopo 6 anni (oramai) da fotografa commerciale, sento forte il bisogno di tornare alle origini e di sondare quello che posso dare come fotografa artista e come anima sensibile, indipendentemente dal pagarci le bollette.

Ma cosa fotografavo quando non facevo la fotografa di lavoro? Nudi. Fotografavo me stessa. Allora non avevo l’esperienza, nè tanto meno la self confidence che ho oggi, per gestire delle fotografie così delicate come queste, con altre persone. Oggi sono pronta. Quei 200000 scatti già fatti dalla mia reflex lo testimoniano, sono stati un passaggio obbligato per arrivare qui. Perchè non ce n’è, lo dico sempre, a fare le fotografie si impara facendole. La mia casa sta in piedi da sola ora, ma sondare un genere così complesso come quello del nudo mi pone di nuovo nella posizione di imparare: perchè questo è il bello della fotografia, che non sei mai arrivato. Quindi tranquille! Sono anch’io fuori della mia zona di confort del “ritrattoclassicotranquichelosofare”: ci staremo insieme.

Ho sentito subito fortissima la connessione con tutte voi: sicuramente essere io stessa donna, mi pone in una situazione favorevole per costruire una relazione di fiducia, che però non dò mai per scontata o dovuta. Cerco di trattare tutte come io vorrei essere trattata, da qui la super attenzione che pongo nel proteggervi, nel proteggere la vostra privacy, lasciando però libera l’ispirazione d’uscire.

Le sessioni di fotografie sono state finora fluide e serene e quello che imparo da voi ogni volta, mi lascia sempre stupita. Perchè non solo siete perfette così come siete, con il corpo che avete e che vi accompagna ogni giorno in questo viaggio che è la vostra vita, ma mi state insegnando cosa vuol dire essere donne. E vi mettete a nudo sempre, davvero.

Grazie.

Silvia

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Sono Silvia Pasquetto, fotografa di persone. Lavoro come fotografa freelance a Padova e Venezia e realizzo ritratti personali e professionali, servizi fotografici di branding, commerciali e di moda.
One Comment
  1. ma che fortuna avere delle amiche-amiche con cui lavorare serenamente.

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