Berlino da shock_Larry Clark

La settimana scorsa ho passato qualche giorno a Berlino per piacere e un po’ anche per lavoro.
Non potevano mancare nella mia “to.do.list” mostre di fotografia… e ovviamente ne ho viste parecchie.
Tra le proposte, c’era anche una mostra di Larry Clark, presso “C/O Berlin” struttura molto interessante che ospita mostre di fotografi noti e di giovani nuovi talenti della scena contemporanea.
Per chi ama la poetica del vero, per chi è affascinato dai racconti “on the road” questo è un fotografo (e non solo fotografo comunque) da conoscere.
Nonostante io sia “fotografa dell’immaginazione” sono molto affascinata dalla poetica del vero ma confesso che, sensibile come sono, non è stato semplice per me, arrivare in fondo alla mostra. Alcune di quelle foto appese al muro erano difficili da sostenere allo sguardo, per me almeno.
I soggetti di Larry Clark sono adolescenti allo sbando, sessualità esplicita e promiscua, uso altrettato esplicito e promiscuo di droghe pesanti.
La foto che più di tutte mi ha shockato era quella di una giovanissima donna a termine gravidanza, che si faceva di eroina: quella davvero ho fatto fatica a reggerla con lo sguardo e con il sentire.
Ad uno sguardo superficiale le foto di Larry Clark sembrano ossessive, ma questo è il classico caso in cui se non si conosce la storia e il vissuto del fotografo, si possono trarre giudizi superficiali, affrettati e aberranti.
Inutile dirvi, quindi,che i teenager di cui Clark immortala le vite, sono fotografie che in qualche modo gli fanno da specchio o che comunque risuonano con il suo vissuto. Larry Clark è ognuno dei ragazzi che ha fotografato.
Nonostante il racconto disturbante di aberrazione e devianza, quella di Clark rimane comunque una fotografia molto intimistica che nonostante arrivi subito ad urtare la sensibilità per la sua crudezza, trascende la violenza stessa e fa sentire la presenza dell’anima, per quanto allo sbando, di questi giovani teen. Interessante anche come venga percepito nell’osservarle, un legame molto forte tra fotografati e fotografo: se ne ottiene quindi un racconto per immagini vero e profondo, che riesce a scavare nella fragilità, nel desiderio di onnipotenza, nella voglia di scoperta tipico dell’età adolescenziale. Nessun giudizio quindi dentro le sue foto.
Quello che rimane a me è il ricordo di molte ore per metabolizzare quelle immagini.
Ed oggi che giorni sono passati e tutto si è depositato sul fondo, sento solo la voglia di condividere qualcosa che mi ha profondamente turbato ma che mi ha coinvolto e che difficilmente dimenticherò.
PS: Non mi sento di postare foto, se sei curioso cerca in google images 😉

The following two tabs change content below.
Sono Silvia Pasquetto, fotografa di persone. Lavoro come fotografa freelance a Padova e Venezia e realizzo ritratti personali e professionali, servizi fotografici di branding, commerciali e di moda.
No Comments.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *