La fotografia si evolve e diventa un approccio olistico al visivo e alla comunicazione

Si parla molto, recentemente, di come il web stia portando sempre di più  persone con sensibilità e interessi comuni, a relazionarsi gli uni con gli altri, e di come il “capitale sociale” sia un valore aggiunto per chi vuole creare nuovi business. Questo ha avuto implicazioni importanti anche sul nostro essere fotografi: credo sia finita l’epoca dove ognuno fa il suo lavoro delimitato entro definizioni ben precise.

Di sicuro noi fotografi continueremo a scattare fotografie, ma daremo un valore aggiunto alle aziende se e solo se, inizieremo ad affrontare le richieste dei clienti con un approccio olistico di più ampio respiro.

Inoltre, se da un lato è pur vero che il mondo della fotografia professionale è molto inflazionato, forse è anche vero che c’è invece molto bisogno di persone di ampie vedute, che sappiano guardare ai propri clienti con mente elastica e che non ragionino come dei piccoli robottini “io sono il fotografo e faccio solo le fotografie”.

Con questo non voglio dire che io mi devo mettere a fare siti web o a rifare il piano di comunicazione di un’azienda, perché comunque non sarei assolutamente in grado di farlo e peggiorerei la situazione se ci provassi 🙂

Ma…. se ho la sensibilità di notare che il sito web del mio cliente è obsoleto, perché non suggerirgli un professionista che stimo per rimetterlo a nuovo? Anche le mie fotografie fatte con sudore e fatica ne trarranno beneficio, se messe in un contenitore virtuale idoneo e aggiornato.
Se da un lato, quindi, sono contraria alla tuttologia, sono, invece, a favore del network tra professionisti: siamo più bravi, più efficaci, più veloci se siamo collegati e, allo stesso tempo, i nostri clienti saranno più felici perchè risolveranno molti più problemi in meno tempo e in maniera più pragmatica.
Questo implica che, nella vita dei fotografi, ci dovrà essere obbligatoriamente spazio e tempo per la curiosità e la fame di conoscenza (ma in teoria questo ci doveva essere già prima) e per le relazioni.
Prendersi il tempo di incontrare persone (che poi il più delle volte diventano amici davvero) con cui creare una rete di menti vivaci e connesse, è un bisogno come esseri umani e come professionisti al passo con le esigenze attuali.
Senza contare che relazioni basate sulla fiducia e sulla stima reciproca creano un cortocircuito di entusiasmo collettivo e ne trae subito giovamento la creatività di tutti.
Fortunatamente, mi sono ritrovata anch’io dentro la rete di qualche “professionista illuminato” che mi ha introdotto a questo modo di pensare che ho subito fatto mio.
A questo proposito una decina di giorni fa, ho vissuto questa bella esperienza che vorrei condividere nella speranza che qualcuno provi a ripeterla 🙂
Prendi un’abitazione dispersa nelle montagne di Asiago, metti insieme dei fotografi, artisti visivi, psicologi, specialisti di comunicazione e siti web, musicisti, scultori e un bambino adorabile: metti tutti dentro questa casa, li shakeri con forza 🙂 e quello che ne esce è un groviglio di entusiasmo, un sacco di chiacchere, mangiate e bevute (la convivialità e il divertimento aiutano sempre il contatto umano :-)).
Abbiamo condiviso un mucchio di cose in quei due giorni e, sebbene avessimo background e gradi di esperienza diversi, si sono creati subito legami e relazioni e la creatività di tutti ne ha giovato.
Per approfondire il tema di questo post, leggi qui e anche qui.

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Sono Silvia Pasquetto, fotografa di persone. Lavoro come fotografa freelance a Padova e Venezia e realizzo ritratti personali e professionali, servizi fotografici di branding, commerciali e di moda.
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